Un viaggio sensoriale dove tutti siamo protagonisti

Abbiamo chiesto all’artista Barbara Frascà di raccontarci la sua mostra fotografica “Visioni da un film: l’odio“, in programma giovedì 22 gennaio a Roma, come fosse un viaggio. Ecco cosa ci ha risposto:

Il film di Kassovitz è un viaggio in bianco e nero a picco verso il basso tra discorsi insensati e azioni cariche di odio dei protagonisti. Questa mostra fotografica rivive questa pellicola, immergendosi nelle sue immagini così potenti ed espressive grazie ad un semplice cambio di prospettiva del mio sguardo. Tutto cambia.

Visioni da un film: l'odio

Visioni da un film: l’odio

Il viaggio cambia colore, si fa blu metallico, mi sento totalmente dentro al film, come se vivessi realmente anche io il disagio dei tre protagonisti. Nello scattare le foto, avverto la mia totale partecipazione all’evento filmico. Sono attivamente coinvolta. L’Odio è un film duro e coinvolgente allo stesso tempo. I tre protagonisti vivono in un mondo periferico sotto la lente di ingrandimento dell’indifferenza e dell’invisibilità. Sono state le politiche francesi a creare delle periferie marginali e a non favorire l’integrazione delle persone provenienti principalmente dalle ex colonie con i francesi bianchi. Il risultato? La nascita di comunità multietniche abbandonate ad una vita carica di odio. Le giornate dei tre protagonisti scorrono senza alcuna prospettiva di riscatto da una condizione quasi imposta dalla Parigi bene. Il tempo scivola tra le loro mani. Cercano di afferrarlo, di esistere anche loro ma l’unica valvola di sfogo grazie alla quale si sentono ancora vivi è la violenza. Questo film è di forte attualità. L’odio si palesa tra le piaghe dell’intolleranza nei confronti del diverso. Ho respirato e sentito, ancor di più, tutta la forza espressiva di questo capolavoro cinematografico grazie ad un fortuito cambio di prospettiva. Sarebbe interessante se la condizione di degrado delle periferie di tutto il mondo possa con un semplice cambio di prospettiva cambiare il nostro modo usuale di vedere la realtà per migliorarla e farle spiccare il volo verso nuovi e più vasti orizzonti. Un viaggio sensoriale dove tutti siamo protagonisti.

Barbara Frascà, il suo viaggio professionale

Barbara_Frascà

Barbara Frascà

Romana, artista poliedrica, Barbara Frascà, si forma come attrice diplomandosi nel 2004 alla Scuola di Recitazione “Teatro Azione” diretta da Cristiano Censi e Isabella Del Bianco. Nello stesso anno sono pubblicate da Aletti Editore le poesie “Viaggio di ritorno” e “L’infinito cielo” nelle collane “Habere Artem” e “Parole in fuga”, e la poesia “Le troiane” nella collana “Fili di parole”, Giulio Perrone Editore. Nel 2006 si laurea presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza in Comunicazione di Massa, con una tesi sul Teatro India di Roma. Dal 2007 al 2008 partecipa al laboratorio di movimento scenico sul corpo armonico con Andrea de Magistris presso il Teatro Castalia. Si trasferisce a Londra nel 2008 e qui partecipa al workshop sul mimo tenuto da Corinne Soum presso la Scuola Internazionale di Mimo “Theatre de l’Ange Fou” diretta da Steven Wasson. Dal novembre 2011 al maggio 2012 frequenta il Corso di Fotografia presso il Rising Love a cura di Giuseppe Chiantera e Francesca Cencetti. La passione per il teatro multimediale e un innato impegno civile la portano a debuttare nella regia teatrale, nel 2011 con lo spettacolo Emporium, docu-reading teatrale sulla disoccupazione ed il precariato, selezionato l’anno seguente all’interno della manifestazione L’altra estate alla Garbatella. Scrive e dirige la sua seconda regia teatrale, In punta di piedi, che porta in scena nel marzo 2012 presso il Teatro Elsa Morante di Roma. Lo spettacolo è un omaggio a tutti coloro che praticano l’arrampicata libera con passione, a tutti quelli che attraverso la sfida con se stessi, superano i propri limiti, sperimentandosi come uomini. Il 14 e 15 dicembre 2013 e il 9 ottobre 2014 porta presso il Dodicipose Art Lounge Gallery di Roma la sua prima mostra fotografica interattiva Frammenti Metropolitani – indagine emotiva di una cittadina/turista al di sopra di ogni metropoli. Una mostra di fotografie il cui soggetto è la metropoli di oggi con le sue architetture e luoghi di incontro. La riporta nel marzo 2014 presso La Villa 1908 di Roma. Nel febbraio 2014 le viene pubblicato il suo primo racconto dedicato alla letteratura per l’infanzia “Fragolina Peperina e le sue peperinate – La libertà non è momentanea, è per sempre!” nella collana “La Biblioteca delle Fate”, AG Book Publishing. 

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