“Facchini di Santa Rosa, semo tutti de ‘n sentimento?”

Il trasporto della Macchina di Santa Rosa risale al 4 settembre 1258 quando avvenne la traslazione del corpo, tutt’ora intatto, della Santa patrona di Viterbo dalla fossa comune di S. Maria del Poggio al Monastero della Clarisse. Da allora quel semplice baldacchino che venne utilizzato per trasportare il corpo della Santa, si arricchì di particolari, strutture artistiche aggiuntive e crebbe in altezza fino a raggiungere l’imponenza attuale: 28 metri di altezza e 50 quintali di peso. Attualmente la Macchina viene cambiata ogni 5 anni con un bando dell’amministrazione comunale ma può accadere che una Macchina venga prorogata oltre il periodo previsto.

Anima della Macchina di Santa Rosa sono i Facchini, i cento uomini che la trasportano sulle loro spalle ogni 3 settembre dalle ore 21 per le vie, spesso anguste, del centro storico di Viterbo, su un percorso che inizia a Porta Romana, vicino la Chiesa di San Sisto e si conclude nella piazza antistante il Santuario di Santa Rosa.

Alla partenza il Capo Facchino inquadra tutti i suoi uomini ai piedi della Macchina. Ripete l’ordine di “accapezzate il ciuffo”, poi chiama le file dei Facchini per raggiungere i posti assegnati. Nell’ordine: spallette aggiuntive, spallette fisse, stanghette posteriori, tutte le file dei “ciuffi” e per ultime le stanghette anteriori. A seguire l’energica esortazione di: “…Facchini di Santa Rosa, semo tutti de ‘n sentimento?” Il “si” di risposta fa tremare tutta la piazza. Allora, “sotto col ciuffo e fermi… Fermi!”, seguito dal fatidico, “sollevate e fermi. Per Santa Rosa, avanti”.

La partenza da Piazza S. Sisto

 

I Facchini sono vestiti con la tradizionale divisa: camicia bianca a maniche lunghe, pantaloni bianchi fermati sotto alle ginocchia alla “Zuava”, una fascia rossa, un fazzoletto bianco annodato dietro alla nuca e scarponcini neri e calze bianche lunghe fin sopra al ginocchioIl bianco simboleggia la purezza di spirito della patrona, il rosso i cardinali che nel 1258 traslarono il suo corpo.

Per diventare Facchini della Macchina di Santa Rosa è necessario superare la cosidetta Prova di Portata. Tale prova consiste nel portare sulle spalle una cassa del peso di 150 Kg per un tragitto di circa 90 metri, percorrendo per tre volte un percorso ellittico disegnato sul pavimento della ex Chiesa della Pace. Questo importante test deve essere sostenuto sia dagli aspiranti facchini, cioè coloro che ambiscono a divenire Facchini di Santa Rosa, sia, ogni anno, da coloro che Facchini già sono. Possono accedere alla prova di portata sia uomini che donne che abbiano compiuto 18 anni di età e non superato i 35. Le prove di portata si tengono tipicamente alla fine di giugno ed è anche questo un evento fortemente sentito dal popolo viterbese. L’ex chiesa della Pace si gremisce in quei giorni al limite della capienza. La valutazione della prova viene atribuita dal Capo Facchino che esprime un giudizio sulla scala sufficiente-buono-ottimo.

Durante il trasporto sono previste cinque fermate durante le quali la Macchina viene appoggiata su speciali “cavalletti” pesanti 100 chili ciascuno:

  1. Piazza Fontana Grande
  2. Piazza del Plebiscito (di fronte al Comune)
  3. Piazza delle Erbe
  4. Corso Italia (davanti alla Chiesa di Santa Maria del Suffragio)
  5. Piazza Verdi (o del Teatro).

L’ultimo tratto consiste in una ripida via in salita, effettuata quasi a passo di corsa, con l’aiuto di corde anteriori in aggiunta e di travi dette “leve” che spingono la Macchina posteriormente. La Macchina viene posata infine davanti al Santuario, dove rimane esposta ai visitatori per alcuni giorni successivi al trasporto.

L’arrivo al Santuario di Santa Rosa

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