“Tutti divoti tutti, cittadini viva sant’Aita”

Credit: Rita delle Noci

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La Festa di Sant’Agata è la più importante festa religiosa della città di Catania e si svolge tutti gli anni dal 3 al 5 febbraio e il 17 agosto. La prima data ricorda il martirio della Santa mentre la seconda, Sant’Agata di mezz’Agosto, ricorda il ritorno in città delle reliquie trafugate come bottino di guerra dal condottiero bizantino Giorgio Maniace nel 1040.

I festeggiamenti di febbraio si articolano in tre giorni: la prima giornata (3 febbraio) si apre con la processione “della luminaria” che parte dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace e raggiunge, passando per via Etnea e Piazza Duomo, la Cattedrale.

La processione è accompagnata da 11 candelore (i cannalori), grosse costruzioni in legno in stile barocco siciliano contenenti al centro un grosso cero, che rappresentano le corporazioni delle arti e dei mestieri della città (gli Ortofloricultori, i Pescivendoli, i Fruttivendoli, i Macellai, i Pastai, i Pizzicagnoli, i Panettieri e i Vianioli). Questi imponenti ceri, il cui peso oscilla fra i 400 ed i 900 chili, vengono portati a spalla da un gruppo costituito da 4 a 12 uomini che li fa avanzare con una andatura barcollante.

Il 4 febbraio, invece, migliaia di catenesi affollano di buon mattino la Cattedrale. Il busto della Santa, ricoperto di oro e gioielli, viene portato dai devoti prima sull’altare centrale della chiesa e, successivamente, trasporto fuori e trainato sul fercolo o “vara “, tempietto in argento del peso di 17 quintali, lungo le vie della città. Un passaggio atteso della processione è quello che va da piazza Carlo Alberto fino a piazza Stesicoro; qui vengono ripercorsi i luoghi del culto dove Sant’Agata subì il carcere e il martirio . La sera, invece, la processione percorre le vie della Catania popolare: via Plebiscito, Fortino, S. Cristoforo.

I devoti che trainano il fercolo vestono un saio di cotone bianco (saccu), un copricapo di velluto nero (scuzzetta), un cordone monastico bianco intorno alla vita, dei guanti bianchi e un fazzoletto, anch’esso bianco, che viene agitato al grido “Tutti divoti tutti, cittadini viva sant’Aita.”.

Il 5 febbraio, al tramonto, ha inizio la seconda parte del giro della Patrona per il centro della città. Le undici candelore parate a festa aprono la processione e la campana del Comune suona per annunciare l’omaggio del sindaco.

Momento topico della processione è sicuramente quando il fercolo, prima di essere trascinato verso la Cattedrale, viene trainato di corsa lungo la via Marchese di Sangiuliano fino a raggiunge la sommità della salita fra due ali di folla plaudente. Quindi, quando il sole sta per sorgere, sant’Agata fa rientro in Cattedrale salutata da un nutrito spettacolo pirotecnico.

I festeggiamenti del 17 Agosto, detti anche di mezz’Agosto si svolgono invece in maniera ridotta rispetto a quelli di febbraio, ma attirano comunque numerosi fedeli. Dopo la messa, nel tardo pomeriggio, si svolge una processione e il busto della Santa, portato dai devoti, viene salutato da straordinari fuochi d’artificio nel porto della città.

A cura di L.S

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